L’introduzione in un dato ambiente di un essere vivente alloctono, vale a dire di provenienza geografica differente, può rappresentare una delle maggiori minacce alla biodiversità dell’ambiente stesso.
Questo fenomeno può avere origini assai differenti, che vanno dalla Read the rest of this entry »
Gli esotici conquistano l’Europa
Fin dall’antichità l’uomo ha favorito l’acclimatazione di piante ed animali in luoghi ove queste naturalmente non vi dimoravano; per ragioni di ordine estetico ed economico, venatorio ed alieutico, come specie da compagnia, per fini alimentari e di “lotta biologica”, per “sperimentazioni scientifiche” e, non da ultimo, per cause del tutto accidentali e fortuite, molti organismi sono stati trasferiti in altre regioni del pianeta, lontano dalle loro rispettive aree naturali di riproduzione.
In generale il risultato di questa azione si è dimostrato sempre estremamente negativo per i popolamenti floristici e faunistici autoctoni con cui le specie “colonizzatrici” venivano a contatto.
Inoltre, in molti casi, gli “alieni” hanno compromesso il buon esito delle stesse attività umane, soprattutto in campo agricolo e forestale (si pensi ai parassiti dei vegetali quali la Fillossera della vite, la Dorifora della patata, la Metcalfa e l’Infantria americana) e sanitario: il granchio cinese Eriocheir sinensis giunto in Europa settentrionale nel 1912 e diffuso progressivamente in Francia, Germania, Olanda e Gran Bretagna, trasmette all’uomo svariati parassiti intestinali, la Zanzara tigre che recentemente ha colonizzato anche l’Italia centro-meridionale può rappresentare il vettore di trasmissione di diverse malattie infettive, così come le testuggini acquatiche americane, noti rettili “da compagnia”, sono spesso infettati da salmonelle. Read the rest of this entry »
Pappagalli e tartarughe di terra: sono loro, secondo la terminologia della burocrazia della Ue, gli “alieni” dei parchi delle città italiane. Insieme alla fauna autoctona, sono attenti “osservatori” delle abitudini dell’uomo, e hanno una convivenza ravvicinata con gli esseri umani. Con i suoi 25 mila ettari di verde, la Capitale si presenta come un grande laboratorio naturalistico, nel quale osservare la coabitazione fra animali autoctoni e “alieni”, e fra la stessa fauna e l’uomo, con mille risvolti, aspetti positivi e negativi. Read the rest of this entry »
Ci vorranno decenni per comprendere pienamente le conseguenze degli attuali livelli socio-economici anche in termini di aumentate invasioni biologiche.
Un nuovo studio sulle invasioni biologiche, realizzato sulla base di dati relativi a 10 gruppi tassonomici e 28 paesi europei, ha dimostrato che le invasioni di specie alloctone sono più legate alle caratteristiche socio-economiche del passato, che non a quelle di oggi. Questi risultati, ottenuti da un gruppo di 16 ricercatori, tra i quali Piero Genovesi dell’ISPRA, sono stati da poco pubblicati nella prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Lo studio è anche il risultato del progetto triennale DAISIE (Delivering Alien Invasive Inventario per l’Europa, www.europe-aliens.org), finanziato dall’Unione Europea all’interno del sesto programma quadro di ricerca.
Recenti ricerche hanno dimostrato che le attività economiche sono tra i fattori principali che determinano le invasioni biologiche, e questo dato è alla base di un approfondito dibattito a tutti i livelli politici, dove si discute ad esempio di regolamentazioni del commercio per combattere questa crescente minaccia. Ma quello che lo studio dimostra è che c’è un ritardo tra l’introduzione delle specie in un nuovo territorio e la diffusione dell’organismo, che ne determina gli impatti più rilevanti. Questo fenomeno crea quindi quello che i ricercatori chiamano un “debito di invasione”.
I ricercatori hanno selezionato tre fattori predittivi delle attività socio-economiche legate alle invasioni – densità della popolazione umana, PIL pro capite, e – come misura dell’intensità degli scambi commerciali e quindi dell’apertura dei diversi sistemi economici – la quota delle esportazioni sul PIL. Sulla base di questi parametri lo studio ha quindi dimostrato che la ricchezza di specie alloctone presenti nei diversi paesi è spiegato meglio dai dati socio-economici del 1900 che non da quelli del 2000. Anche se questo effetto storico è meno forte per i gruppi tassonomici con buone capacità di dispersione (uccelli, insetti), lo studio ha dimostrato una forte “eredità storica” nella maggior parte dei gruppi tassonomici analizzati.
“Lo studio”, dice Piero Genovesi dell’ISPRA, “indica chiaramente che esiste un fattore di inerzia; le attuali politiche di libero commercio, spesso assolutamente carenti in termini di misure di prevenzione delle nuove introduzioni, causerà impatti solo tra qualche decennio, creando quello che nello studio abbiamo indicato come un “debito di invasione’”.
“Questa inerzia”, aggiunge Stefan Dullinger dell’Università di Vienna, “è molto preoccupante, perché porta a ritenere che la costante crescita economica determinerà livelli crescenti di invasioni nel prossimo futuro, anche se si introducessero da subito misure di regolamentazione delle nuove introduzioni”.
Franz Essl, ricercatore dell’Agenzia Austriaca per l’Ambiente e primo autore dello studio conclude che “i semi delle future invasioni sono già stati piantati”. Tutti gli autori concordano sull’importanza di rafforzare i sistemi di controllo delle specie invasive, ed in particolare la creazione di sistemi di allarme precoce e risposta rapida. Solo così potremo affrontare un fenomeno che si ritiene potrà in futuro diventare una tra le più rilevanti minacce per la biodiversità.
fonte: http://www.isprambiente.gov.it
L’Italia e’ invasa dagli alieni. Giorno dopo giorno, subdolamente, arrivano nella penisola e si diffondono sul territorio senza che ce ne accorgiamo . Come la letteratura di fantascienza ci insegna, sono pericolosi, e a volte cercano di assumere il controllo del territorio eliminando i rivali e i potenziali concorrenti. Sono resistenti alle malattie, e sanno come sopravvivere anche in un ambiente ostile. Ne bastano pochi per cominciare l’invasione. Non c’e’ scampo. Read the rest of this entry »
L’Anno Internazionale della Biodiversità è stato lanciato ufficialmente nel corso di una cerimonia a Berlino, in occasione della quale la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ricordato all’umanità che dovrà affrontare «costi enormi» se non si interviene per arrestare il cambiamento climatico e, appunto, mettere al sicuro lao biodiversità. Il mondo si trova ad affrontare una crisi di estinzioni di massa che minaccia non solo l’ambiente naturale, ma l’umanità stessa. Tutta la vita sulla Terra dipende infatti dalla sopravvivenza delle specie viventi, degli ecosistemi e dalle risorse naturali. Read the rest of this entry »
In questo elenco, stilato dall IUCN e dalla ISSG (Gruppo di studio sulle specie invasive della IUCN) sono raccolte le 100 specie di organismi alieni che hanno provocato squilibri, Read the rest of this entry »
Il laghetto di Villa Doria Pamphilj, a Roma, è pieno di tartarughe nordamericane, abili a nuotare e formidabili predatrici. Tanto da creare problemi agli altri animali del parco. Rappresentano solo una delle 10.000 specie alloctone esotiche che oggi vivono in Europa, lontane dal loro habitat e trapiantate in uno completamente diverso. Read the rest of this entry »
La Global Invasive Species Programme (GISP) ha realizzato uno studio in cui per la prima volta viene misurato l’impatto delle specie esotiche invasive su un ecosistema. La ricerca, realizzata da un equipe di scienziati del Centre for Invasion Biology dell’universita di Stellenbosch, dall’associazione BirdLife International e dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN), ha evidenziato che, nei 57 Paesi analizzati, in media esistono 50 specie non autoctone che hanno un impatto negativo sulla biodiversita’. Read the rest of this entry »
Indagine conoscitiva sulle iniziative finalizzate alla prevenzione, monitoraggio e mitigazione degli impatti delle specie aliene invasive in Italia.
Le invasioni biologiche, cioè l’espansione provocata dall’uomo di specie animali o vegetali al di fuori del loro areale di distribuzione naturale, rappresentano uno tra i fattori maggiormente responsabili di perdita di biodiversità e di estinzione di specie autoctone. L’impatto delle specie introdotte, non indigene, alloctone, esotiche o aliene, quando abbiano carattere d’invasività è notevole, insidioso e il più delle volte irreversibile. Read the rest of this entry »
Quando Noè riempì l’arca con gli animali non distinse tra autoctoni ed alloctoni e questo perché il fine era preservare la vita, tutta la vita, e non può essere che un controsenso, un’incongruenza filosofica, uccidere pesci per salvare un ecosistema… Oggi non stiamo cercando di salvare la “Vita”, ma solo una manifestazione di questa, la fauna originaria.
L’inquinamento, il disagio ambientale, origina solo da due cose: ignoranza e egoismo, e questa “caccia alle streghe”, questo enfatizzare l’alloctono come male appare sempre più come una questione politica piuttosto che “ambientale”; Read the rest of this entry »
